Ci vuole un evento!
Pescara città dello sport

Pescara Città Europea dello sport:
ovvero Davide batte ancora Golia

Quando ci ripenso mi vengono ancora i brividi.
Di che sto parlando?
Sto parlando di un evento da me ideato, che mi ha dato grande soddisfazione, e, soprattutto, ha favorito un notevole ritorno sull’investimento.
Ecco di che si tratta.
Lo sapevi che Pescara nel 2012 è stata insignita del titolo di Città Europea dello Sport?
Se non ne eri a conoscenza, lascia che te lo dica: la cosa non mi stupisce affatto.


In effetti, dopo l’investitura nulla è stato fatto per accreditare Pescara nel panorama degli eventi nazionali e internazionali, quelli che creano indotto e ricchezza per il territorio.

Qualcuno aveva infatti male interpretato il significato del titolo, ritenendo che il vero valore stesse nel poter aggiungere un logo prestigioso sui materiali istituzionali del Comune. L’ha considerato un punto d’arrivo piuttosto che la base su cui costruire.

(Ti ricordo che Pescara è la città che ha rinunciato all’Ironman perché la fee d’ingresso è stata aumentata e perché per tre giorni “creava disagi al traffico”!. Ma questa è tutta un’altra storia, che prima o poi ti racconterò).

Città Europea dello Sport, ti dicevo. Di cosa si tratta, in effetti?
Si tratta di un premio che la Federazione delle Capitali e delle Città Europee dello Sport assegna dopo attenta e minuziosa selezione a città con più di 25.000 abitanti, particolarmente votate allo sport.

L’eco dei Giochi del Mediterraneo svoltosi a Pescara nel 2019 non si era ancora spenta e gli impianti sportivi erano freschi di ristrutturazione. La spettacolare cerimonia di apertura, ideata e diretta da Marco Balich, uno dei più geniali creativi di eventi del mondo, aveva ottenuto un altissimo gradimento e aveva portato Pescara all’attenzione dei media internazionali.

Insomma, c’erano tutti gli ingredienti giusti per ottenere l’ambito premio, ma bisognava battere l’agguerrita concorrenza di Firenze, al tempo retta dal sindaco Matteo Renzi.

Alla fine Pescara la spuntò, sicuramente grazie agli ingredienti cui ho fatto riferimento, ma anche in virtù di un qualcosa che fece la differenza.

Cosa fu che convinse la commissione giudicatrice a preferire il capoluogo adriatico a una delle città più belle del mondo?

Quello che sto per confidarti ti sembrerà banale, eppure fu realmente la mossa a sorpresa che valse a Pescara l’ambito titolo.

La commissione si trasferì a Pescara per effettuare la rituale site inspection e verificare l’effettiva corrispondenza tra quanto era stato riportato sul documento ufficiale di candidatura e la situazione reale. Al termine di due giornate fitte di sopralluoghi, l’ultima sera era in programma una cena per salutare gli ospiti e regalare loro un momento di relax dopo tanto girare per la città. In realtà, i nostri amministratori avevano intuito che sorprendere la commissione con una serata speciale, avrebbe potuto favorire le relazioni e dare un’idea della creatività e delle capacità organizzative.

Ed ecco che mi ritrovai per le mani la patata bollente e la responsabilità di ideare un evento di grande effetto, in grado di contribuire a raggiungere l’obiettivo indicato.

Vuoi sapere come risposi alla richiesta dei committenti?
Continua a seguirmi perché ora ti racconto tutto.

Quando mi chiesero di “inventare”’ una serata magica, l’unico vincolo che mi avevano posto era la location, che doveva essere la sala consiliare del Comune.

(Ti confesso che anch’io rimasi molto perplesso all’inizio: una cena con spettacolo all’interno di una sala dove si riunisce il governo della città. Suonava strano e anche un tantino irriverente.)


Andai un po' in crisi, non tanto per una questione etica, ma perché mi sembrava una forzatura trasformare in una sala ristorante un ambiente che era stato progettato per fare tutt’altro. Inoltre, le criticità e i rischi erano tanti.

Provai a far cambiare idea al sindaco, ma non ci riuscii. Per uscire dall’impasse l’unica cosa da fare era sforzarmi di pensare fuori dagli schemi, senza farmi condizionare dalle negatività, anzi considerando la situazione come una opportunità da cogliere.

La prima cosa da fare era trasformare la casa della politica in una sala di un ristorante. Operazione non facile, se non altro per la presenza degli scranni dove normalmente siedono sindaco e consiglieri, che andavano quindi assolutamente nascosti alla vista.

A tal fine io e i miei collaboratori ideammo una serie di pannellature brandizzate da sistemare all’ingresso della sala, in modo da disegnare gli spazi e precludere la vista delle sedute. La porzione di sala utilizzabile la dividemmo tra i tavoli e il palco (sì, hai capito bene: un palco per lo spettacolo dentro l’aula consiliare!).

In sala volevo creare un’atmosfera calda e sofisticata, per contrastare la pesantezza dell’arredo e la freddezza dell’ambiente. A tal fine con il light designer inondammo la stanza di azzurro e completammo l’opera con dei tavoli illuminati alla base.

L’operazione più complessa e delicata fu allestire una cucina funzionale e in regola con la normativa igienico-sanitaria, che rispettasse le norme sulla sicurezza.

Detto, fatto!
Finalmente arrivò il giorno dell’evento.

La mattina qualcosa di strano stava accadendo davanti al Palazzo di Città, qualcosa che aveva attirato l’attenzione di un bel pò di curiosi.
Pezzi di cucina, frigoriferi e casse volteggiavano nel vuoto mentre venivano issati fino al balcone della sala consiliare da una grande gru posta davanti al Comune.
Mentre all’interno si lavorava alacremente per fabbricare emozioni, fuori andava in scena uno spettacolo insolito, per certi versi anche surreale.

Ti voglio confessare una cosa

L’adrenalina scorreva a fiumi dentro di me ed è proprio questo il bello del mio lavoro. L’euforia che mi prende quando sta prendendo forma un evento speciale come quello a cui stavo lavorando.
Sono sicuro che capita anche a te, ogni volta che vedi che il tuo lavoro procede a meraviglia e l’obiettivo è a portata di mano.
Non ha prezzo, vero?
Ma ora ti racconto tutto ciò che accadde quella sera memorabile.

Non perderti il finale!


La sera dell’evento delle bellissime hostess accolsero gli invitati e li accompagnarono ai posti assegnati. Questi a malapena riconobbero la sala dove erano stati ricevuti due giorni prima.
Lo stupore era palpabile e l’apprezzamento traspariva chiaramente dagli sguardi e dai sorrisi dei membri della commissione.

La cena trascorse piacevolmente tra musica, brindisi e grandi risate. Dopo il dessert la sorpresa finale: sul palco all’improvviso prese vita uno spettacolo di danza acrobatica con l’esibizione di Fabrizia D’Ottavio, campionessa mondiale e argento olimpico di ginnastica ritmica. Una performance artistica tra sport e ballo, che mandò in visibilio gli spettatori.

E fu in quel momento che il titolo di Città Europea dello Sport prese la strada di Pescara.

Non so se la Federazione in seguito ebbe a pentirsi della scelta, ma allora la commissione se ne ripartì con la convinzione che fosse quella giusta.
Ti ho raccontato questa storia per testimoniare la forza che può avere un evento che parla alle emozioni di chi partecipa e per raccontarti quelle che provo io mentre lavoro.
 

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