TIMBALLO E CANNELLONI
Dalla gastronomia agli eventi

Oggi ti voglio raccontare una storia: la mia.


E’ una storia di passione e di valori familiari, e, se avrai la bontà di leggerla, sono sicuro che non ti deluderà.

Era l’alba di un giorno di primavera del 1930 quando mio nonno Pietro entrò a Pescara in sella alla sua bicicletta. Era partito da un piccolo borgo del Polesine tre giorni prima e aveva pedalato su strade improbabili e dormìto sotto le stelle. Andava incontro a un futuro migliore.

Qualche anno dopo, insieme a mio padre avrebbe inventato la gastronomia d’asporto a Pescara, un successo imprenditoriale clamoroso.
Crescendo capii il perché: vendevamo emozioni, non solo cibo di qualità.


In città il mio cognome era (ed è ancora) sinonimo di buon mangiare e oggi continua a emozionare nei bei ricordi di gioventù di tanti pescaresi.
Nella mia famiglia parlare di cibo e di pietanze era normale ed è proprio il caso di dire che sono venuto su a “timballo e cannelloni”! Ho lavorato anch’io nell’attività di famiglia, eppure ho deciso di non proseguirla e di fare altro nella vita.

Forse anche tu, come altri, penserai: ma chi te lo ha fatto fare? E come si passa dal business della cucina a quello degli eventi?

Ti rispondo volentieri.

La vita è fatta di scelte: scelte scontate, scelte obbligate, scelte interessate, scelte di cuore, scelte casuali.
La mia è stata una scelta naturale, dettata da una passione.
Sono entrato da un pezzo negli “anta” e dietro le mie spalle oltre a un grande avvenire (Citaz. Vittorio Gassman) ho una vita passata in mezzo agli eventi. Credimi, è proprio così! E ora capirai cosa intendo.

Prima, però, voglio confessarti una cosa.
Se mio nonno è quello che considero un eroe involontario e aveva le idee molto chiare, mio padre si è ritrovato a gestire un’azienda che andava alla grande (anche per merito suo, ovvio) ma non era entusiasta del suo lavoro, anche se non amava confidarlo. Gli ha dato tante soddisfazioni, ma lui era veramente felice quando poteva “organizzare” qualcosa. Con creatività.
Una vacanza con la famiglia, un weekend a Verona con gli amici per assistere a uno spettacolo all’Arena, una colletta per aiutare una persona bisognosa. Persino un film di cow-boy con me e mio fratello bambini la domenica pomeriggio diventava speciale.
Ricordo che prima di una vacanza restava alzato fino a tardi per stabilire l’itinerario, decidere l’albergo giusto, il ristorante tipico, stilare il programma delle attività. E quando tutto era pronto, correva in tipografia per far stampare il programma ufficiale e infine lo distribuiva a tutti i partecipanti.
Durante il soggiorno scattava foto e girava filmini in Super 8 e quando tornava a casa faceva le ore piccole (lui che si alzava sempre alle 5) per montare il film della vacanza.
Poi secondo te che faceva? Già l’hai intuito, lo so. Organizzava una cena con tutti i partecipanti e a un certo punto arrivava il momento più atteso: la proiezione del film, al quale non aveva mancato di attaccare i titoli di coda e una musica in tema.

Secondo te cosa sognava di fare un figlio orgoglioso di un padre così, se non emularlo una volta cresciuto?


Facile anche questa.

Hai presente il bambino che organizza le partitelle di calcio tra amichetti, porta il pallone e fa le squadre? Quello sono io. E l’adolescente che organizza le prime feste da ballo, avendo cura di invitare le ragazzine più belle? Sono ancora io. E chi, ormai maggiorenne, attrezza i tavoli per i pokerini natalizi con gli amici del cuore? Sempre io (e chi se no?). E quel ragazzotto con i capelli lunghi che evidenzia la sua passione politica allestendo il palco del comizio in piazza o la sala del convegno d’approfondimento? Beh, ormai l’hai capito: io, sempre io.
La predisposizione a organizzare eventi ce l’ho nel mio DNA e a un certo punto mi è sembrato naturale trasformarla in un mestiere. Forse il più vecchio, sicuramente il più bello del Mondo.
Papà all’inizio disapprovava la mia scelta e mi diceva che avrei dovuto raccogliere il suo testimone e portare idee e innovazione nell’attività di famiglia. Ma io so che dentro di sé la capiva e spesso si è divertito ad aiutarmi.
Adesso sai il vero motivo per cui non vendo più timballi e cannelloni e invece progetto e organizzo eventi che abbiano lo scopo di emozionare le persone.

Sono stato uno dei pionieri del congressuale in Abruzzo e nel 1987 ho fondato Studiocongressi, agenzia di organizzazione eventi nel settore medico-scientifico. Sono da sempre convinto del valore strategico dell’evento come leva di comunicazione e marketing e nel tempo ho portato a compimento la mia evoluzione professionale fino a divenire un creativo di eventi.
Perché creatività è innovazione, guardare le cose da un punto di vista sempre diverso. Ed è quello che faccio ogni volta che progetto un evento.

E’ stato bello sfogliare insieme a te il libro della mia storia e spero ti sia piaciuta.
Per ringraziarti della tua attenzione voglio farti un piccolo regalo.
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Buona lettura!